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Il Puncetto Valsesiano è una trina eseguita
completamente a mano con il solo strumento dell'ago.
Le origini del
Puncetto sono misteriose; si può forse farle risalire ai Saraceni che, nel X secolo,
avrebbero invaso la valle. E' indiscutibile il fatto che nella sua esecuzione si usano
motivi decorativi geometrici, leggeri come una filigrana, che sembrano intarsi e che si
ripetono, proprio come nell'arte araba. Testimonianza storica certa sul Puncetto la
lasciò Gaudenzio Ferrari, il più illustre artista della valle, che nel 1500 abbellì la
veste delle sue Madonne con questa trina. Dopo di lui, pittori e modellatori che operarono
nelle cappelle del Sacro Monte di Varallo, ricreando vere e proprie scene di vita
popolare, utilizzarono questa trina per nobilitare i costumi di quei tempi.
Il momento di maggiore splendore, però, il
Puncetto lo ebbe quando venne scoperto dalla Regina Margherita di Savoia, amante della
Valsesia, che lo fece conoscere a corte tra le sue donne, in Francia ed in Inghilterra.
Per lungo tempo, poi, rimase conosciuto solo
nella Valle, usato per abbellire i costumi tipici o per ingentilire il corredo delle
spose.
Negli ultimi anni, grazie all'interessamento
della Comunità Montana Valsesia ed alla volontà di alcune persone appassionate, l'arte
del Puncetto sta riconquistando la meritata notorietà.
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